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Rivolta nel carcere minorile di Torino, sventata un’evasione di massa. 10 agenti intossicati e 12 detenuti in ospedale. Disordini anche alle Vallette

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Rivolta nel carcere minorile di Torino, sventata un’evasione di massa. 10 agenti intossicati e 12 detenuti in ospedale. Disordini anche alle Vallette

La situazione davanti al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino
La situazione davanti al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino 

Al Ferrante Aporti in 52 hanno iniziato una protesta con bastoni e hanno appiccato un incendio. Le forze dell’ordine in cerca di eventuali fuggitivi nella zona. Risse, roghi e agenti aggrediti anche al Lorusso-Cutugno e nel carcere di Alessandria

3 minuti di lettura

I detenuti che urlano, poi le sirene spiegate della polizia, che blocca tutte le strade attorno al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino. E’ la scena alla quale hanno assistito alle 21 di giovedì 1 agosto gli abitanti del quartiere Mirafiori. A scatenare il caos sarebbero stati circa cinquanta detenuti, che hanno iniziato una rivolta usando bastoni e appiccando un incendio nel primo padiglione della struttura. Durante la sommossa sono stati distrutti alcuni uffici, compreso quello del comandante della polizia penitenziaria e la sala regia. Spaccate anche porte e vetrate. Dieci agenti intossicati. E all’alba 12 detenuti del Ferrante sono stati portati in ospedale per essere visitati

Sembra che l’obiettivo della rivolta fosse un’evasione di massa, che però è stata sventata. Per far fronte all’emergenza gli agenti della penitenziaria sono stati richiamati in forze. I rivoltosi hanno tentato di fuggire verso il campo sportivo. Dopo la sommossa sono stati confinati nella palestra della struttura.

Le forze dell’ordine hanno bloccato le strade attorno al carcere e hanno perlustrato la zona in cerca di possibili evasi. “La polizia con le torce sta perlustrando gli impianti sportivi della Sisport e sta presidiando la zona”, racconta un residente. Sul posto presenti anche numerosi vigili del fuoco.

Al momento il Ferrante Aporti ospita 52 giovani detenuti ma la sua capienza è di 42 posti.

Disordini anche al carcere delle Vallette

In giornata si sono verificati disordini anche al Lorusso-Cutugno, il carcere per i detenuti adulti nel quartiere delle Vallette. Alle 13 un detenuto si è barricato nel padiglione B con spranghe e minacciava di non far entrare entrare gli agenti della penitenziaria, che lo hanno convinto e spostato di reparto. Alle 18 sempre nella stessa area della casa circondariale c’è stata una rissa tra detenuti e una lametta è stata puntata alla gola di una guardia. In carcere sono stati dati alle fiamme dei materassi: sono rimasti lievemente intossicati due detenuti e due agenti. Durante la sommossa sono stati anche sfondati alcuni cancelli della terza sezione. Al padiglione B, che è il fulcro della protesta, ci sono oltre 400 detenuti. In totale il carcere ospita 1400 persone.

Quattro agenti intossicati e 2 feriti.

La garante dei detenuti Gallo: “I disordini continueranno”

"Se il governo non mette immediatamente in atto misure per diminuire i numeri in entrambi gli istituti di Torino, temo che i disordini continuino. Le presenze sono troppe e il vuoto dell'estate non aiuta”, commenta la garante dei detenuti di Torino, Monica Gallo.

La vicesindaca Favaro: “Il governo investa”

La vicesindaca con delega ai Rapporti col sistema carcerario Michela Favaro dichiara: “Osserviamo con attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione. Proprio questa mattina sono stata in visita alla struttura con il presidente della commissione Legalità del Consiglio comunale Luca Pidello e la Garante dei detenuti Monica Gallo per incontrare il direttore e valutare insieme possibili iniziative per affrontare i problemi che la affliggono. Episodi come questo accendono ancora di più la riflessione su come sia necessario occuparsi del problema e in fretta, a livello nazionale, investendo sull’edilizia carceraria per alleggerire le situazioni di sovraffollamento ma soprattutto nell’educazione e il reinserimento delle persone e dei minori in modo particolare”.

La rabbia dell’Osapp: “Aspettiamo il morto?”

Gerardo Romano: “Il nostro grido è rimasto inascoltato e questi sono i risultati. Il prezzo più alto lo pagano sempre la polizia penitenziaria e i cittadini che poi devono sostenere costi dei danni che in entrambi i casi sono ingentissimi, pari a centinaia di migliaia di euro. Nel carcere minorile lo scenario è di guerra. Invitiamo tutti i politici, dal presidente della Regione al sindaco di Torino, a fare visita alle due carceri nella giornata odierna affinché possano rendersi conto de visu dell'accaduto e possano portare la loro solidarietà agli agenti"

Aggiunge Leo Beneduci, segretario generale Osapp: "Le carceri italiane sono del tutto ingovernabili ed è solo per fortuna e per miracolo che a Torino non si siano verificati gravi conseguenze È ora che ci si renda conto che il governo può varare qualsiasi misura, qualsiasi riforma, qualsiasi legge ma poi non esiste un'amministrazione, per adulti e per minori, in grado di attuarle perché non vi sono ai vertici figure con le opportune e necessarie capacità e conseguenze. L'ultima disposizione emanata dagli uffici dell'amministrazione penitenziaria, a fronte delle gravissime emergenze che si stanno verificando, riguarda la necessità di rinforzare i servizi notturni come se esistesse una fotocopiatrice in grado di moltiplicare la presenza del personale, cosa che non è. È ora che il governo si renda conto che occorre mettere a capo delle amministrazioni penitenziarie figure di opportuna competenza e capacità. Quello che sta succedendo in carcere alla fine determina una situazione di reale svantaggio di tutti i cittadini, tenuto conto che sempre più spesso si sta verificando che allo scopo di contenere le devastazioni si stanno utilizzando forze di polizia e perfino vigili del fuoco che dovrebbero invece permanere sul territorio per le esigenze che la collettività chiede. Sono centinaia di migliaia di euro spesi per una situazione di ingovernabilità. La sicurezza delle carceri è sicurezza di tutti".

Rivolta anche nel carcere di Alessandria

In serata, i detenuti di due sezioni della Casa di Reclusione di Alessandria San Michele, in tutto una cinquantina, sembra per protestare contro il sovraffollamento reso ancora meno sopportabile dalle temperature roventi delle ultime settimane, si sono rifiutati di rientrare nelle celle e hanno inscenato atti di vandalismo contro la struttura, aggredendo anche un sovrintendente della Polizia penitenziaria che è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. Richiamati agenti liberi dal servizio. “Dopo una lunga e sapiente mediazione sono stati ricondotti alla calma e sono rientrati nelle rispettive camere", racconta Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa.

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